Ora il silenzio

Aspettatelo. Febbraio è finito. 
Lo sai già che quello che sentirai sarà il canto degli uccellini presto la mattina, la radio in macchina, la voce del tuo capo in ufficio. Lo sai che da ora non dovrai aspettarti altro. Tu hai fatto tutto quello che potevi, volevi. Forse hai strappato un sorriso, o forse una espressione dubbiosa. Ti sei presa un grazie e niente di più. Ora basta. Alzati la mattina, goditi il sole, fai pensieri diversi. Perché già sai che… ora il silenzio.
 
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Le cose BELLE lasciano senza fiato…

Le vedi, le guardi. Le ammiri. Poi le fissi. A volte le fotografi.
Non pensi a nulla. Rimani fermo davanti ad esse.
Le cose belle, tolgono il respiro, l’ossigeno e la ragione.
A volte commuovono, altre bruciano nello stomaco.
Difficili individuarle, impossibile dimenticarle.
Ah, le cose belle…. accidenti a loro! 😉
NoviParc

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Vivace e confusa…

Sto leggendo un libro…. Tanti capitoletti con brevi racconti di vita. Ne copio uno.
È un addio raccontato con uno stile vivace e confuso… un po’ come me… 😉

Le parole che non ti ho detto
Suono il campanello. Ciao. Sorrido.
Ho fatto la doccia, i miei capelli profumano, sono morbidi. Come piacciono a te.
Ti bacio le guance. Io. Tu non lo so.
Mi offri il divano ma io sto sulla sedia. Ti chiedo come va.
Te lo chiedo così, tanto per iniziare il discorso. In realtà sto per diventare un fiume in piena.
Se solo trovassi il coraggio.
Mi faccio dire quello che ti pare in attesa di una domanda che non so nemmeno se farai…
Devo trovare un pretesto per iniziare. Non ci riesco.
In macchina, prima, mentre venivo qui, sotto al semaforo e sbagliando pure strada, già ci pensavo: io ti voglio.
Il sabato mattina, quando vorrei tanto venire a suonare il tuo campanello e portarti la colazione.
La domenica sera, a guardare la tv con te.
Il lunedì no. Mi va bene non volerti il lunedì.
Poi però un bacio il martedì, un aperitivo il mercoledì, due chiacchiere il giovedì notte, a casa mia. Una birra, una canzone e fare l’amore il venerdì sera.
Ma in realtà non è questo quello che son venuta a dirti.
Perché non è certamente quello che tu sapresti accontentare.
Ti verrà più comodo e facile non farti più sentire come ti chiederò, non un messaggio
mattutino, non uno sguardo o una carezza. Non più le tue mani tra i miei capelli.
Perché? Se da una parte reggo benissimo l’incontro con te, la volta a casa tua o fuori a
pranzo, mi preparo, arrivo, suono, entro senza alcuna aspettativa, senza altro che godere dello stare insieme a te a fare due chiacchiere, dall’altra mi risulta tremendo il periodo che intercorre da un incontro all’altro, tra un messaggio e una telefonata. Sono zuccherini che mi accontentano e ristorano un paio di giorni.
Poi io ho ancora bisogno di te. Ma tu non ci sei. Giustamente non ci sei.
Perché tu hai la tua vita e non la mia.
Ma quelle dannate volte che decido di riprendermi il tempo senza aspettarti più, tu arrivi.
Anche con un messaggio del cavolo. Ma tu arrivi e ti riprendi il sacrificio dei miei giorni. E spesso pure la mia serenità.
Quindi lasciami. Stare, andare, morire. Ma lasciami. (Oppure amami).

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Altra poesia…

Il più tempo libero dato dal meno lavoro, mi ha portato a riscoprire (o scoprire, dipende) il piacere della lettura. Certo non sono mai stata lontana dai viaggi mentali, ma con un libro, tutto ha un valore diverso….
Quache settimana fa un amico, mi regalò la lettura di questa poesia, facendomi dono di un’altra commozione. Perchè a volte, anzi sempre, leggere ti porta ad una consapevolezza più attenta del tuo intimo. Delle tue gioie. E dei dolori.
Oggi, in attesa di un incontro, uno fra tanti, ma comunque uno, ho ritrovato sulle mie labbra queste righe, così incisive da rimanere indelebili…

È di una scrittrice brasiliana:
Martha Medeiros

Lentamente muore (Ode alla vita)
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
o non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

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14/02/2013

È San Valentino
Mi ricordo che da quando ero alle medie i giorni che precedevano il 14 febbraio erano tutto un pensare e parlottare con le amiche: “ma tu gli fai il regalo” ci chiedavamo a vicenda. Non era necessario essere fidanzati con il ragazzo dei nostri desideri per fargli un regalo. Bastava ci piacesse. E se non era un bacio perugina, o il tubo, era un bel biglietto…con una poesia, un ti amo a pennarelli ed evidenziatori. Era qualcosa che tramite l’amica dell’amico saremmo riuscite a fargli avere.
Anche alcune di noi ragazze quel giorno così cuoricioso ricevevano un regalo dall’ammiratore segreto o non segreto. Molte. Ma io no. Mai.
Poi se capitava di mettersi insieme ad un ragazzo, speravi di starci almeno fino a San Valentino!! Il giorno degli innamorati… Poi poteva lasciarti anche il giorno dopo che sarebbe andato bene lo stesso… 🙂

Oggi lo è di nuovo.
Vorrei avere ancora quel brio e timidezza allo stesso tempo, per scrivere un bel bigliettino e metterci un bacio col rossetto e uno di cioccolato… Ma il tempo passa, anche per San Valentino…

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persa…

Nelle scelte di tutti i giorni…
Persa e sola.
Perchè per me volere NON è stato mai potere, a parte una volta. Quando volevo a tutti i costi una cosa, l’ho ottenuta, ed ora sono qui persa nel mondo…
Persa e sola.
Perchè nessuno ha la soluzione, la risposta giusta.
Perchè resistere non porta a nulla. Non me.
Persa e sola.
Perchè quello che voglio non esiste. È frutto di una pura illusione.
Persa e sola. Oggi. E pure domani, lo so….

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In amore vince chi fugge

Perchè? È una domanda seria! Ma perchè? Non sapevo si dovesse vincere in amore. Neppure si dovesse fuggire. Cosa c’è di più bello che sapersi lì. A volte pure di corsa, ma insieme. Mica tu fuggi e io ti corro dietro. Mica io sto ore ad aspettare un tuo cenno, ma tu te la tiri e non mi caghi. Così che io continui ad aspettare.
Quale è il gusto di fuggire?
Allora: fuggo anche io. Vediamo se…
Sai cosa? Se io fuggo diventa davvero un casino, ma per te!
E se invece ti piace così tanto fuggire, vai, VAI! Io non ti corro più dietro.
Da oggi!

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